Al Curci di Barletta il 12 e 13 maggio "COME SPIEGARE LA STORIA DEL COMUNISMO AI MALATI DI MENTE"
Dopo il successo riscosso dalla prima nazionale catanese (Sala Ambasciatori dal 13 al 25 aprile) e dalla tappa romana al Teatro Valle (dal 27 aprile al 9 maggio), mercoledì 12 e giovedì 13 maggio 2010 (alle 21.15) a Barletta (Teatro Curci) di scena"Come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente", regia di Gianpiero Borgia, con la produzione del Teatro Stabile di Catania per la Stagione di Prosa 2009/2010 del Comune di Barletta in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. La caustica metafora della follia scatenata dalle stringenti ideologie dei regimi assolutistici narrata da Matei Visniec è trasformata in questo lavoro in un musical dalle ascendenze brechtiane, in una edizione che si avvale della nuova traduzione dal francese di Sergio Claudio Perroni.
L'artificio letterario di Visniec, sfuggito grazie all'esilio francese alla censura di Ceausescu, ritrova nella trasposizione di Borgia la stigmatizzazione del delirio e del paradosso ideologico. "L'aspetto più importante dell'opera - sottolinea il regista - è la totale assenza di qualsivoglia tendenza moralistica. Non crediamo sia compito del teatro produrre un giudizio morale, più interessante è indagare le vicende che hanno segnato la storia. Chiedersi come possa succedere che una nazione immensa si innamori di un'idea al punto da stravolgere comportamenti sedimentatisi nei secoli. Eppure è un fenomeno che si ripete ciclicamente, ogni volta che appare un nuovo incantatore, un nuovo "Pifferaio Magico", si chiami Hitler, Stalin, Bin Laden o Gesù Cristo. Visniec crea un mondo poetico grottesco e paradossale, ma proprio per questo iperrealista, perché paradossali e grottesche sono le forme del delirio di cui cade vittima la Comunità degli Uomini quando sposa un'ideologia".
Protagonista Angelo Tosto, circondato da un nutrito cast che annovera lo stesso Borgia, Annalisa Canfora, Christian Di Domenico, Giovanni Guardiano, Camillo Mascolino, Daniele Nuccetelli, Alessandra Barbagallo, Giorgia D'Acquisto, Salvo Disca, Marzia Longo, Liborio Natali, Francesco Santalucia, Chiara Seminara. Le scene sono di Giuseppe Andolfo, i costumi di Giuseppe Avallone, le musiche di Papaceccio MMC e Francesco "Cespo" Santalucia, i movimenti coreografici di Donatella Capraro, le luci di Franco Buzzanca.
SINOSSI - Siamo a Mosca nel 1953, anno della morte di Stalin. Lo strambo direttore dell'Ospedale Centrale per Malattie Mentali è convinto di aver scoperto una nuova e rivoluzionaria cura per i malati del suo manicomio: raccontare loro la Storia del Comunismo. Convoca allora il giovane poeta Juri Petrovski e gli affida la missione. Petrovski, obbedendo al Soviet degli scrittori, sebbene un po' dubbioso sull'efficacia terapeutica della Storia del Comunismo, elabora uno stile narrativo idoneo allo scopo e inizia il suo viaggio tra i malati. Giorno dopo giorno, si lega ai Malati e diviene sempre più dissenziente nei confronti dei dirigenti del manicomio, che a loro volta diffidano di lui a tal punto da sospettare che sia un sabotatore della rivoluzione. Una notte Timofei, uno dei malati gravi, entra nella sua stanza da letto e invita Juri a partecipare ad una festa nella zona franca dell'ospedale, dove sono confinati e nascosti i compagni che si trovano in regime di isolamento. Il giovane scrittore si troverà nel bel mezzo di un allegro Soviet in camicia di forza, durante il quale i matti inneggiano alla "vera" Rivoluzione. Juri, indossando una camicia di forza onoraria, entra definitivamente nel cuore dei malati. Dovrà però tradire poco dopo la loro fiducia, nel giorno della morte di Stalin, quando per evitare una sommossa, accetterà l'ordine di tenere loro nascosta la scomparsa del Dittatore.