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DAB danza a Bari

DAB Danza a Bari, sesta edizione

10 e 11 marzo

Tracce di giovane danza d’autore

Riparte sabato 10 e domenica 11 marzo al Teatro Kismet OperA di Bari "DAB - Danza a Bari", la stagione di danza contemporanea curata dal Teatro Pubblico Pugliese col sostegno del Comune di Bari, in collaborazione con il Teatro Kismet, inserita nell'ambito dell'intervento per lo "Sviluppo della rete della danza contemporanea in Puglia", promosso dalla Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo finanziato dal FESR ASSE IV e attuato dal TPP.

 

"Danza a Bari", giunta alla sesta edizione, come di consueto proporrà diversi quadri tematici, tra marzo e maggio, unici nel loro genere e di riferimento alla comprensione delle grandi scuole di contemporaneo e delle nuove tendenze. Tracce di giovane danza d’autore (10 e 11 marzo), Oltreconfine (20 e 21 marzo), Cantiere Puglia (11 e 12 aprile), Focus Raffaella Giordano (4 e 6 maggio), Nuove Generazioni II (8-10 maggio), sono i cinque segmenti 2012.

 

Il primo quadro, quello proposto nel prossimo fine settimana (10 e 11 marzo), dedicato a “Tracce di giovane danza d’autore”, Anticorpi explo, prevede cinque lavori. Sabato 10 marzo, a partire dalle 21.00: Angela Rabaglio e Paolo Amerio, in “Do not, maybe”, un delicato connubio tra sport ed eleganza. L’attività scelta è il tennis. Teatro e pura fisicità si alternano. I danzatori sono immersi in un continuo estremo dialogo tra loro stessi, il tempo e lo spazio. Competizione e superficialità sono i mezzi dei quali essi si servono per giungere ad una dimensione più vera, più intima. Sono così sospesi tra il pretendere e l' essere. Seguirà NNChalance in “Episodi 7”, coreografia ed esecuzione Eleonora Gennari e Valeria Fiorini, una ricerca grammaticale sul movimento doppio. La composizione coreografica crea ambienti narrativi che si sovrappongono. Due ragazze vivono un momento importante delle loro vite in stretto contatto con la possibilità “di svanire”.

“Il piano del tempo”, con Alessandra e Viviana Defazio e Artblau Tanzwerkstatt. Memoria e coscienza, il tempo che fugge, ci si nasconde e si ritorna. La danza che interpreta la dimensione del tempo.

 

Domenica 11 marzo spazio all’atteso progetto ideato da Marinella Guatterini, critico di danza e balletto tra i più autorevoli ( “Il Sole 24 Ore, “Famiglia Cristiana”), è saggista e docente di Teoria ed Estetica della danza. Insegna dal 1990 alla Scuola D’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano ed è responsabile del Corso di Teatrodanza. Ecco Duetto, 1989/2011 (l’importanza della trasmigrazione degli ultimi sciamani), coreografia di Virgilio Sieni e Alessandro Certini; ispirata al Bhagavadgîtâ dal VI parvan del poema epico Mahābhārata. Duetto è stato ricostruito nell’ambito di Ric.ci (Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni Ottanta-Novanta), un progetto quinquennale che si avvale della collaborazione alla direzione artistica di Myriam Dolce. In esso si punta a dare risalto e dunque a (ri) mettere in moto la memoria della danza contemporanea italiana dall’inizio degli anni Ottanta sino agli inizi dei Novanta. “Questo capitolo del nostro passato artistico – si legge nella presentazione della Guatterini - è infatti pressoché dimenticato ma in esso risiedono i germi di una creatività tutta italiana e di una capacità creativa, spesso in bilico tra danza,teatro, arti visive, poesia e letteratura, sorprendentemente originali. Tutta la danza contemporanea italiana odierna ha bisogno di poggiare su di un’ impalcatura di “pensiero in movimento” che l’ha preceduta e che costituisce la sua propria “tradizione del nuovo”, acquisendo, in questo modo, un peso specifico maggiore tra le arti performative nel nostro Paese e all’estero”. Per Marinella Guatterini “Duetto di Sieni e Certini è un condensato racconto gestuale dove i due autori-danzatori, in abiti ricchi, dorati, di foggia indiana, suggeriscono con le sole mani e un gioco di teste il tema epico, ma fortemente ironico, del loro pezzo. Dopo levigati e strategici assolo, segue una disputa metaforicamente cruenta, in realtà ieratica e poetica: a colpi di leggiadri petali bianchi. Duetto lega con intelligenza ed eleganza la danza pura, narrativa e il folklore al movimento dell’Arte Povera che proprio oggi gode di un rinnovato interesse.”

 

 

L’11 marzo vedremo al Kismet anche un lavoro in collaborazione Versiliadanza e Susanne Linke. “Verso la luce” di Leonardo Diana; coreografia e danza di LEONARDO DIANA

Uno spettacolo che debutta nell'ambito di MOVING_movimento 2007 un progetto di Fabbrica Europa per poi essere ospitato all’interno di vari festival sia in Italia che all’estero. Il coreografo ed unico interprete Leonardo Diana è accompagnato da tre musicisti (Andrea Ferraris, Luca Serrapiglio e Andrea Serrapiglio) che suoneranno dal vivo eseguendo musiche originali composte per lo spettacolo.

Il lavoro di Diana si compone di tre quadri. Nel primo, il corpo dell’attore dialoga col suo doppio psichico, nel secondo, abbandonato a se stesso, si snoda e si contorce come un meccanismo difettoso, infine cambia pelle per rinascere in una nuova dimensione.Spettacolo di formazione, si potrebbe anche dire, includendovi il suo senso letterale di passaggio da una forma ad un’altra. Più estesamente, Diana parla, ma senza parole, della condizione umana, dell’uomo disorientato e della sua ossessiva ricerca di un’identità. In questi tempi di vita liquida, per citare il filosofo Barman, l’identità è caratterizzata dall’instabilità, dal continuo fluttuare verso nuovi stadi che, azzerandosi ogni volta, annullano le precedenti acquisizioni in un processo potenzialmente senza fine. Ma se l’identità è costituita propriamente dal suo permanere, dal suo essere costante nel tempo, l’uomo contemporaneo sembra per questo averla persa, senza però aver rinunciato a cercarla.

 

DAB, trailer: http://www.youtube.com/watch?v=bkcG84hDqL0

 

Per approfondimenti su “Duetto”:

http://www.artisceniche.com/2012/danza-di-ricerca-intervista-a-marinella-guatterini/

 

 

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