L’investimento in cultura attira una crescente attenzione da parte delle istituzioni europee nella consapevolezza che creatività e cultura, nella società della conoscenza, rappresentano le condizioni preliminari per generare innovazione e sviluppo in termini di nuovi processi, prodotti e servizi. Solo in tal modo sarà possibile competere sulla scena mondiale e far fronte alla concorrenza incalzante dei paesi emergenti, in uno scenario reso ancor più difficile dalla crisi globale. Ma la cultura non è solo fattore chiave per lo sviluppo economico, la competitività e l’attrattività dei territori; non meno importante si rivela in termini di integrazione e di inclusione sociale e, non ultimo, quale potente strumento di dialogo interculturale, di conoscenza reciproca e cooperazione sul piano internazionale.
Il valore strategico dell’investimento culturale diviene poi tanto più importante per le aree che registrano un ritardo nello sviluppo. E’ il caso, endemico, del nostro Mezzogiorno che continua a evidenziare un preoccupante divario con il resto del paese, ancor più accentuato per effetto della crisi. Inoltre, per legami storici e posizione geografica tra sponda sud e penisola balcanica, il Meridione d’Italia si candida ad essere una sorta di avamposto nel dialogo euromediaterraneo.
Sulla base di tali considerazioni appare naturale designare il nostro Sud quale luogo naturalmente deputato a divenire banco di prova ed esperienza pilota per una programmazione che abbia al centro la cultura e che valorizzi patrimonio artistico e ambientale, riqualificando aree industriali dismesse, spazi urbani, dando impulso alle industrie creative locali con significative ricadute in termini di attrattività dei territori.
La cultura, tuttavia, nel nostro paese sconta ancora una concezione troppo ristretta e angusta, che riconosce al settore un impatto limitato ai fini dello sviluppo, legato in prevalenza alle sue ricadute in campo turistico. Una visione che non tiene conto, quindi, delle straordinarie potenzialità dell’investimento culturale in termini di innovazione, di sviluppo delle industrie creative, di competitività e di crescita delle risorse umane e riqualificazione di aree urbane. E’ proprio questa invece la nuova concezione che si sta facendo strada in Europa e che trova nei paesi nordici i più convinti assertori, in quanto per primi hanno considerato cultura e creatività asset decisivi per il proprio sviluppo. Non a caso sono gli stessi paesi che si collocano ai primi posti sia nella classifica della competitività che in base agli indicatori sulla qualità della vita.
Allora perché non sondare le straordinarie possibilità che possono scaturire per il nostro Mezzogiorno da una nuova programmazione che faccia leva su una piattaforma culturale?
Perché non pensare al Mezzogiorno come esperienza pilota per sperimentare una nuova strategia finalizzata a stimolare una crescita incentrata sulla cultura anche in una rinnovata ottica euromediterranea?
Da queste riflessioni nasce l’idea dell’incontro di Bari “Cultura Mezzogiorno Europa. La cultura al centro dello sviluppo euro mediterraneo” promosso da Federculture, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, che ha lo scopo di lanciare una sfida per una rinascita culturale ed economica del nostro Sud. L’obiettivo è quello di creare un terreno fertile in grado di favorire l’innovazione, lo sviluppo economico e incrementare l’attrattività dei territori.
Gli esempi positivi dell’effetto traino dell’investimento culturale per lo sviluppo locale non mancano. Uno per tutti: le esperienze del programma delle ‘Capitali Europee della Cultura’, per le quali a fronte di un finanziamento comunitario in media pari all’1,53%, degli introiti complessivi si stima che negli anni di attuazione del programma europeo la spesa totale generata sia stata tra oltre i 3,5 miliardi di euro.
Quanto a risultati in termini di sviluppo basti citare i casi di Liverpool 2008 e Ruhr 2010, aree che avevano pagato un alto prezzo a causa della crisi industriale e che hanno conosciuto una vera e propria rinascita grazie alla cultura.
Nel corso del convegno di Bari si parlerà pertanto anche delle opportunità che si apriranno con la candidatura italiana a Capitale Europea della Cultura 2019, il cui processo di selezione tra le diverse città che si sono proposte sarà avviato a breve.
Ore 9,30 / Saluti Istituzionali
Ruggero Martines (Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia)
Carmelo Grassi (Presidente Consorzio Teatro Pubblico Pugliese)
Apertura dei lavori a cura di Gianni Pittella (Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo)
Ore 10,15 / Le Politiche della Cultura per la Competitività e per la Cooperazione Euromediterranea
Introduce Roberto Grossi (Presidente di Federculture)
Modera Luigi Quaranta (Corriere del Mezzogiorno)
Intervengono
Andrea Geremicca (Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa )
Riccardo Padovani (Direttore Generale SVIMEZ)
Francesco Monaco (Responsabile Nazionale Area Politiche Comunitarie e Coesione Territoriale ANCI)
Giampiero Marchesi (UVAL-DPS Ministero dello Sviluppo Economico)
Frédéric Jambu (Direttore A.D.C.E.I. - Agenzia Sviluppo Culturale Europeo ed Internazionale delle Regioni Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Bouches-du-Rhône e Languedoc - Roussillon - Francia)
Goffredo Fofi (saggista)
Bernardo Notarangelo (Dirigente del Servizio Mediterraneo - Regione Puglia)
Francesco Palumbo (Direttore Area Politiche per la Promozione del Territorio , dei Saperi e dei Talenti della Regione Puglia)
Tavola rotonda
Alfonso Andria (Presidente Centro Universitario per i Beni Culturali di Ravello)
Carlo Borgomeo (Presidente Fondazione Sud)
Francesco Maria Giro (Sottosegretario Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Fabio Granata (Deputato)
Corrado Petrocelli (Rettore dell’Università di Bari)
Franco Scaglia (Presidente RAI Cinema)
Ore 13,30 / Pausa pranzo con prodotti tipici, tradizionali e Presìdi di Puglia
Ore 15,00 / Industrie creative e sviluppo dei territori: la piattaforma strategica per la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019
Introduce Predrag Matvejevic (Saggista)
Modera Dino Pesole (Il Sole24Ore)
Intervengono
Massimo Palumbo (Ufficio per l’Italia del Parlamento Europeo)
Doris Pack (Presidente della Commissione Cultura ed Educazione del Parlamento Europeo)
Gianluca Paparesta (Assessore al Piano Strategico, Comune di Bari)
Mara Monopoli (Consigliere di Amministrazione Teatro Pubblico Pugliese)
Luigi Ratclif (Presidente BJCEM - Associazione Internazionale Biennale dei Giovani
Artisti d’Europa e del Mediterraneo)
Antonio Del Vecchio (Governatore Slow Food Puglia)
Tavola rotonda
Vito De Filippo (Presidente della Regione Basilicata)
Michele Emiliano (Sindaco di Bari)
Salvatore Adduce Sindaco di Matera
Kiril Jordanov (Sindaco di Varna - Bulgaria)
Alessandro Laterza (Presidente Commissione Cultura Confindustria)
Salvatore Tatarella (Europarlamentare)
Alberto Versace (DG Ministero dello Sviluppo Economico)
Nicola Oddati (Assessore alla Cultura Comune di Napoli – Forum delle Culture 2013)
Salvatore Tatarella (Europarlamentare Commissione per l’Ambiente e Commissione Trasporti e Turismo)
Interviene:
Andrea Ronchi (Ministro per le Politiche Comunitarie)
Ore 17,30 / Conclusioni
Gianni Pittella (Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo)
Ore 18,00 / Omaggio musicale
Ettore Papadia (Pianoforte) e Vincenzo Sarinelli (Tenore)
dell' Accademia “Paolo Grassi” di Martina Franca, Festival della Valle d’Itria
Con la partecipazione di:
Mara Monopoli (Soprano) e Francesco Zingariello (Tenore)
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BARI FEDERCULTURE TEATRO PUBBLICO PUGLIESE |
- Comunicato Stampa
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