«Certe bambine hanno una sgradevolissima tendenza a diventare grandi: spero che tu non farai niente di simile prima del nostro prossimo incontro»
Charles Lutwige Dodgson, alias Lewis Carroll
Alice inquieta e diverte da morire. Quando Carroll pubblicò "Alice nel paese delle meraviglie" un quotidiano inglese scrisse che quel romanzo «possiede questo vantaggio, che non ha morale, e che non insegna niente». Masolino D'Amico va oltre: «un libro di travolgente anarchia, un libro dove l'autorità è mostrata come dispotica, capricciosa e intollerante, dove le istituzioni sono incomprensibili e ingiuste, dove la divinità non è nominata neppure; un libro in cui gli insegnamenti tradizionalmente porti ai fanciulli sono costantemente messi in ridicolo, dove le poesie edificanti, faticosamente mandate a memoria a scuola, sono ridotte a non senso».
Come se tutto ciò non bastasse, il suo autore, Lewis Carroll, non esiste: è un nome di fantasia che copre l'identità del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, matematico discreto e balbuziente, nonché fotografo eccezionale, ossessionato dall'inarrestabilità dell'infanzia. Nel senso che non puoi smettere di crescere e diventare grande: Che cos'è Alice se non un libro per adulti stufi di crescere per niente? Questo è il libro che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e poi, improvvisamente, non essere più bambini.
In scena un coniglio bianco, un uovo saggio più di un dizionario, un gatto, una regina, un cappellaio, delle margherite e due cavalieri. È un piccolo esercito di folli squilibrati per affrontare il grande enigma: come mettere in scena questo capolavoro? Come porgerlo, centocinquanta anni dopo, a un nuovo pubblico? Quale mondo alla rovescia può contaminare i nostri bambini e i bambini che dormono in noi, ormai adulti? Non ha senso 'tradurre' alla lettera il testo di Carroll: nuovi nonsense, nuove vene di follia e di divertimento, nuovi personaggi e meraviglie riempiono questa Alice, a cui applicare le regole del teatro, quello vero, quello delle compagnie che per sorprendere ancora devono lavorare sodo.
Francesco Niccolini
| il 29/11/2011 |
Teatro Koreja
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| il 01/12/2011 |
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LECCE (LE) | Scena dei Ragazzi / Comune di Lecce |
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| il 23/01/2012 |
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| il 25/01/2012 |
Teatro Il Ducale
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| dal 26/01/2012 al 28/01/2012 |
Teatro Koreja
LECCE (LE) | Scena dei Ragazzi / Comune di Lecce |
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| il 17/02/2012 |
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DOMENICALI “A TEATRO CON MAMMA E PAPÀ” BISCEGLIE (BAT) | Scena dei Ragazzi / Comune di Bisceglie |
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