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ATTO DI FORZA / STRANGE NEWS
tipologia: Danza
Balletto dell'Esperia
PRIMA NAZIONALE
ATTO DI FORZA / STRANGE NEWS
coreografie di Jacopo Godani e Paolo Mohovich

Questo spettacolo è stato realizzato nell'ambito dell'intervento per lo SVILUPPO DELLE ATTIVITA' DI TEATRO E DANZA IN PUGLIA "Produzione di nuovi spettacoli in prima nazionale", promosso dalla REGIONE PUGLIA, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, finanziato dal FESR ASSE IV e attuato dal TEATRO PUBBLICO PUGLIESE.

 

ATTO DI FORZA

Concept, coreografia, luci e costumi: Jacopo Godani

Musica: 48 Nord
Realizzazione costumi: Lola Frailis
Danzatori: Davide di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Giovanni Insaudo, Laura Missiroli, Silvia Moretti, Roberta Noto
Assistente alle Coreografie: Nora Sitges Sardà

Jacopo Godani, tra i coreografi italiani di maggiore proiezione internazionale, formatosi con William Forsythe, firma una nuova creazione per il Balletto dell'Esperia: un'avventura dall'intrigante ritmo visivo e sonoro, una composizione per corpi che comunicano tra loro attraverso lo stesso peculiare linguaggio sulla trama sonora dei 48 Nord, duo tedesco di musica contemporanea elettronica.

Atto di forza è una coreografia che si avvale di una drammaturgia basata sull'energia e sulla forza che scaturiscono dal corpo in una situazione di repressione. Tema ispiratore sono i conflitti umani nelle loro varie declinazioni, da quello che nasce in una coppia o in un piccolo nucleo di persone fino agli attuali scontri bellici che continuano ad affliggere il mondo. Tutta la struttura del balletto è il prodotto di una intensa comunicazione tra i danzatori che avviene "in tempo reale", riproponendosi ogni volta con rinnovata intensità. Il tessuto coreografico non si basa solo su una programmazione dei gesti con un tempo predefinito e sull'uso dello spazio limitato da coordinate predisposte, ma al contrario si nutre anche di una "lucidità di presenza", cioè di una forte empatia tra gli artisti che permette loro di attingere a quelle fonti di comunicazione primitive e innate nell'uomo, ma ormai soffocate dall'estrema "formattazione" imposta dall'attuale struttura sociale.

Alcuni passaggi coreografici, come i vari duetti, sono costruiti secondo dinamiche tipiche del combattimento, presenti tanto nelle arti marziali quanto nei momenti di sfida e provocazione.

La musica è stata creata passo a passo con la coreografia, sviluppandosi secondo lo stesso principio di forte comunicazione tra i compositori del gruppo tedesco 48 Nord e gli artisti, in completa sinergia con il coreografo.

La ricchezza dinamica del movimento di Godani affonda le sue radici nel lavoro decennale che ha svolto presto il Frankfurt Ballet di William Forsythe, collaborando con il grande coreografo nella creazione di varie opere. Il lavoro di Godani è caratterizzato da un nuovo approccio alla dinamica dei gesti del danzatore e da una destrutturazione del movimento, pur partendo da una forte base accademica. È come se le parti del corpo del danzatore non fossero più allineate secondo gli schemi predeterminati dalle varie discipline di danza. Ogni articolazione agisce indipendentemente dalle altre: il movimento creato dà un impulso che fa scaturire, come in  un effetto a catena, il movimento successivo. Lo studio sul movimento è infatti la parte più significativa del suo lavoro coreografico, non inteso come pura esibizione fisica fine a se stessa, ma come una nuova poetica del corpo: l'intento è quello di destrutturare i corpi dei danzatori per creare un'altra estetica fuori da qualsiasi canone codificato.

Nato in Italia, il danzatore e coreografo JACOPO GODANI inizia i suoi studi di balletto classico e danza moderna nel 1984 al Centro Studi Danza de La Spezia. Allo stesso tempo segue gli studi all'Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 1986 entra alla Scuola Internazionale di Danza Mudra di Bruxelles, in Belgio, diretta da Maurice Béjart. Nel 1990 Godani crea una sua propria compagnia con sede a Bruxelles e inizia la sua carriera coreografica. Come danzatore lavora con una vasta gamma di coreografi di livello internazionale, tra i quali figurano William Forsythe e Ohad Naharin. Dal 1991 al 2000 interpreta ruoli solistici con il Frankfurt Ballet di Forsythe, collaborando con il grande coreografo nella creazione di vari balletti, tra i più rappresentativi del repertorio della compagnia. Ha creato opere originali per il Ballett Frankfurt, Rotterdamse Dansgroep, IT DANSA di Barcellona, Ballett Nurnberg, Sweden's Goteborg Ballet, Karlsruhe Oper Ballet, Royal Ballet Covent Garden di Londra, Nederlands Dans Theater 2, Ballett des Landstheater Linz, Ballet du Rhin in Francia, la Compañía Nacional de Danza, Les Ballets de Montecarlo, Aterballetto, Balletto del Teatro alla Scala e altre compagnie.

 

STRANGE NEWS

Coreografia e luci: Paolo Mohovich

Musica: Blur
Costumi: Jorge Gallardo, realizzati da Lola Frailis
Danzatori: Davide di Giovanni, Gonzalo Fernandez, Giovanni Insaudo, Laura Missiroli, Silvia Moretti, Roberta Noto
Assistente alle Coreografie: Miguel Soto Calatayud

La nuova coreografia di Paolo Mohovich Strange News trova ispirazione principalmente in diverse canzoni e pezzi strumentali dei Blur, gruppo pop-rock inglese oggi più attuale che mai.

I vari brani musicali corrispondono ad altrettanti quadri coreografici, che raccontano di come le relazioni umane non siano mai dirette, ma siano quasi sempre filtrate da codici creati dall'uomo e frutto dei tanti pregiudizi imposti dalla società. Ogni qualvolta ci rivolgiamo a qualcuno, lo facciamo tenendo conto di chi è e di cosa si sta parlando, e in base a questo adottiamo il codice di comunicazione adeguato. Nelle relazioni interpersonali a volte ci troviamo in situazioni così lontane dal puro sentire umano che appaiono come "strane notizie da un'altra stella", come recita il brano di chiusura del balletto.

A differenza di altri lavori precedenti di Mohovich, questa coreografia è il frutto di una ricerca di un nuovo vocabolario gestuale e simbolico, quasi come se i danzatori creassero tra loro un nuovo codice di comunicazione. Il tessuto coreografico si basa sulla contrapposizione tra una danza apparentemente spontanea e  una gestualità ben definita ed elaborata, così come nella musica i testi densi di significato sono supportati da sonorità grunge che appaiono provocatoriamente casuali e fuori dagli schemi.

PAOLO MOHOVICH inizia i suoi studi di danza a Torino con Sara Acquarone e prosegue con Rosella Hightower, Jose Ferran e Edward Cook. Lavora come danzatore a Madrid con il Ballet de Victor Ullate e con il Ballet di Saragozza, a Firenze con il Balletto di Toscana. In queste compagnie affronta lavori di importanti coreografi come Uwe Sholz, William Forsythe, Robert North, George Balanchine, Nacho Duato, Rudi van Dantzig, Hans van Manen, Mauro Bigonzetti e Fabrizio Monteverde. Negli anni Novanta inizia ad interessarsi alla coreografia. Ottiene per due volte, nel 1995 e nel 1997, il Prix Volinine di Coreografia a Parigi, a cui seguono inviti a festival prestigiosi come Le Temps d'Aimer di Biarritz o il Festival d'Autunno di Madrid. Mohovich ha creato fino ad oggi circa 40 coreografie sia per il Balletto dell'Esperia, sia per altre compagnie come la Maximum Dance Company di Miami, il Balletto di Toscana, il Ballet di Saragozza, il Centre Coreografic de la Comunitat Valenciana, il Centro Dramatico de Aragon, l'Astra Roma Ballet e la Miami Contemporary Dance Company.

 

Dal programma di sala:

GODANI / MOHOVICH, UN NUOVO PROGETTO ARTISTICO PER IL BdE

di SILVIA POLETTI

Una delle cose che fa più onore al progetto artistico di Paolo Mohovich per il Balletto dell'Esperia è il suo intelligente e costante impegno a collaborare con altri coreografi per le produzioni della sua compagnia. Fatto inconsueto, in Italia (ma non solo), in formazioni guidate da un autore impegnato in un personale percorso creativo. Ma nella mappa della danza italiana il Balletto dell'Esperia fa decisamente parte a sé e la lucidità con cui Mohovich continua su questa strada non solo consente ai suoi danzatori di cimentarsi salutarmente con poetiche e tecniche diverse, ma soprattutto fa sì che idealmente il BdE rivendichi una modalità produttiva e un disegno artistico che, anche a dispetto delle limitazioni economiche e strutturali, lo può assimilare per vision ad analoghe realtà internazionali, impegnate nella diffusione della coreografia contemporanea di discendenza post/accademica.

Ancora una volta lo dimostra bene questa serata 'a due' in cui con Paolo Mohovich firma il programma Jacopo Godani.

Coreografo puro, interessato ai meccanismi che governano la struttura, e alla funzione cardinale del danzatore, mezzo e fine della sua danza/danza,  in  Atto di Forza Jacopo si concentra sugli elementi 'basici', che determinano lo sviluppo delle dinamiche, ma anche sulla dialettica fisica ed emozionale tra gli interpreti. Così, se l'aspetto immediato del brano evidenzia uno studio sull'energia del movimento, enfatizzato dalla centralità del 'gruppo' e dalle estreme possibilità fisiche che comportano situazioni di conflitto e di tensione (da cui il titolo del lavoro e certi echi marziali nello stile), diventa fondante la capacità di relazionarsi tra danzatori e saper cogliere l'uno le intenzioni dell'altro per rendere efficace e significante l'azione. Lo sguardo - aleatorio, implicito e sensoriale mezzo di comunicazione - diventa il perno della concezione di Godani: il grimaldello che apre il flusso emozionale tra gli artisti, fa vibrare di intenzioni e sensi i loro corpi e amplifica queste intenzioni fino a toccare gli spettatori.

Anche Paolo Mohovich esplora il tema della comunicazione nel suo nuovo Strange News, su ballate del gruppo britannico Blur, le cui sonorità aguzze e melodie scontrose accompagnano i danzatori alla ricerca di nuove relazioni e (forse) anche di se stessi. Mohovich sorridendo tratteggia certe ruvidezze fisiche e umorali che sembrano caratterizzare le modalità di approccio attuale: sempre in bilico tra la necessità di adeguarsi a schemi di comportamento e l'impulso a ribellarsi e ad affermare la propria individualità, con tutti i sentimenti e pensieri ad essa connessi. Filtrati dall'inconfondibile estetica di alta discendenza, eppure espressivi nelle loro intemperanze e improvvise tenerezze, i protagonisti di Strange News sono soprattutto ragazzi perfettamente calati nel loro tempo, cui la danza, con tutte le sue segrete fascinazioni e inattese capacità empatiche, consente di rivelare allo stesso tempo un po' di se stessi e parlarci, in assoluto, anche di noi.

Il  BALLETTO DELL'ESPERIA, diretto dal coreografo Paolo Mohovich, è una compagnia di danza contemporanea attiva dal 1999, con sede a Torino. Realtà consolidata di livello internazionale, ha all'attivo numerose tournées di successo in Italia, Spagna, Francia, Cipro, Turchia, Argentina, Uruguay, Brasile, Cile e Stati Uniti. Dal 2006 il BdE è compagnia associata della Fondazione Teatro Piemonte Europa: frutto di questa collaborazione è il Centro Coreografico Rettilario, polo per la danza contemporanea, diretto da Mohovich, che estende il suo raggio d'azione sui versanti della programmazione, della produzione e della promozione dell'arte coreutica.

Attualmente il BdE è sostenuto dalla Regione Piemonte, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Città di Torino, dal festival  Torinodanza, dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa, e dalla Fondazione CRT.