nella riscrittura di Tato Russo da Aldo De Benedetti
Un testo brillante e divertente ma che dietro la sua leggerezza nasconde infelicità e insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo a una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi qualcosa di nuovo a riaccendere una scintilla di vita. Pur se riportato dall'epoca dei telefoni bianchi a quella dei nostri cellulari, resta ancora vivo quell'umorismo raffinato, quel linguaggio dinamico ed effervescente, quella sensualità discreta e garbata che furono gli ingredienti base di una commedia che riscuote successi fin dal suo felice esordio nel 1936.