Teatro 88 / coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de Gli Incamminati, Teatro di Messina
Franco Branciaroli
EDIPO RE
di Sofocle; scene di Pier Paolo Bisleri
regia di Antonio Calenda
La tragedia si incentra sul mito di Edipo, che dopo aver risolto gli enigmi della sfinge ha ottenuto di regnare sulla città di Tebe e la mano della regina Giocasta, vedova del re Laio. Con lei concepisce quattro figli e potrebbe vivere felice, come sovrano giusto e padre amato. Ma il testo si apre in realtà su uno scenario cupo: la città di Tebe infatti è devastata da una violentissima pestilenza. Edipo si rivolge all'Oracolo di Delfi, per accattivarsi il favore degli dei e salvare la città dall'epidemia. L'oracolo suggerisce di scoprire chi abbia ucciso il re Laio, solo dopo aver fatto giustizia, la pace ritornerà a Tebe. Si viene a conoscenza infatti che, per una serie di fatti complessi e imprevedibili, Edipo è figlio di Laio ma in seguito ad una lite sulla strada per Tebe è stato egli stesso a uccidere il genitore. Assassino del padre, sposo della propria madre e a sua volta padre di quattro frutti di un amore incestuoso, Edipo è sopraffatto da tali terribili rivelazioni e altresì deciso a sottomettersi alla più giusta punizione: sul cadavere della sfortunata Giocasta, suicidatasi nel comprendere il misfatto da lei commesso, si acceca. La vicenda di Edipo è diventata il simbolo del legame dell'uomo verso i propri genitori, un legame che si sviluppa fra gli opposti di amore e odio.