Herbert Achternbush è da sempre un autore scomodo, perchè parla di situazioni-limite legate soprattutto ai borderline, ai derelitti, agli abbandonati.
L'autore bavarese predilige scrivere nel dialetto della sua terra o, perlomeno ama l'utilizzo di molte espresioni gergali di provenienza dialettale. Questa scelta è, ovviamente, strettamente legata alla tipologia dei suoi personaggi, che attraverso una lingua viva e sporca, come il dialetto appunto, accrescono notevolmente il proprio spessore.
Tali considerazioni ci hanno portato ad operare una nuova traduzione di ELLA (tragedia grottesca di un figlio che arriva ad identificarsi talmente con la dolente e indifesa figura della madre, totalmente immersa in un fango esistenziale, da vestirsi, parlare e agire come lei), in vernacolo barese, stando attenti anche, alle più recenti deformazioni (o innovazioni) metropolitane di quella lingua.
P' nucc è il figlio, il Vuoto: non è se non quando è la madre.
Nella silenziosa e fantasmatica presenza di lei, P' nucc si specchia, facendo affiorare le immagini della sofferente sua esistenza, con un racconto emozionale a tappe, o meglio, a stazioni, come in una via crucis di quel Cristo che abita in tutti i disgraziati.
Con salti assolutamente privi di connessione logica, P' nucc si addentra nelle innumerevoli situazioni disperate vissute dalla madre, irrispettoso di tutto: della successione cronologica come del dolore di lei; attento solo alla ricostruzione istintiva e deformante di quelle vicende che videro la donna protagonista con lui spettatore, allora silenzioso, ed ora divenutone interprete parodistico, grottesco, tragico, ironico ed altro ancora.
P' nucc "gioca" con leggerezza la commedia della vita materna, in un percorso che si allunga per decenni fino alla sua contemporaneità, alla nostra contemporaneità, in cui la madre e tutti noi con lei, abbiamo smesso di essere vittime consapevoli di una realtà malvagia, per divenire vittime inconsapevoli di un'altra realtà, perfida: alla violenza tangibile di una società evidentemente repressiva, si è sostituita la sofisticata oppressione di una società, che pur facendo del valore della libertà una bandiera, in realtà la lacera sin nei più piccoli momenti di quotidianità, come il prepararsi un caffè, che diviene così rituale macabro e disincantato di morte.