La fatica, l'altoforno, la catena di montaggio, gli operai. Ecco gli ingredienti di Fabbrica, il racconto teatrale in forma di lettera interpretato da un eccelso Ascanio Celestini. Nella pièce si fondono l'epica di tre generazioni di lavoratori, nonché l'epistolario a senso unico che un manovale indirizza alla madre per cinquant'anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Nasce così un diario fantastico che prende spunto dalla morte dell'operaio Luigi Trastulli a Terni nel 1949 durante una manifestazione contro l'adesione dell'Italia al Patto Atlantico. In Fabbrica Celestini non inventa nulla, poiché il materiale del testo è frutto di lunghe ricerche per l'Italia, dalla Piaggio di Pontedera alla comunità di Rubiera, esposte come testimonianze durante lo spettacolo.