Nowy Teatr
FAUST
da Johann Wolfgang Goethe
con Edward Warzecha, Bolesław Idziak, Mirosław Kropielnicki, Andrzej Lajborek, Mariusz Puchalski, Waldemar Szczepaniak, Paweł Binkowski, Janusz Andrzejewski, Radosław Elis, Antonina Choroszy, Irena Grzonka, Sława Kwaśniewska, Edyta Łukaszewska, Daniela Popławska, Janusz Grenda, Witold Dębicki
regia di Janusz Wisniewski
In quest'opera, che è il suo indiscusso capolavoro, Goethe riprende il soggetto di una leggenda popolare molto diffusa in Germania. La storia ha come protagonista uno studioso, Johann Faust, che, ormai vecchio, tentato dal demonio Mefistofele, vende la propria anima in cambio di giovinezza, sapienza e potere.
Ora Faust, onnipotente, può disporre delle sorti altrui: porta alla follia e alla morte una povera fanciulla, Margherita; poi inizia a esercitare la sua influenza diabolica presso le corti principesche del gran mondo. E benché tutto sembri congiurare alla dannazione di Faust, la pietà divina riconosce il desiderio di bene che è stato all'origine di tanto peccare: la stessa Margherita intercede per Faust, simbolo ormai dell'umanità stessa e del suo cammino verso la redenzione.
L'opera, allegoria della vita umana nell'intera gamma delle passioni, delle miserie e dei momenti di grandezza, afferma il diritto e la capacità dell'individuo di voler conoscere il divino e l'umano, la capacità dell'uomo di essere "misura di tutte le cose". E' il mito della superbia della ragione illuministica, dell'uomo
che vuole essere il signore del mondo.
Un'opera grandiosa, immortale. Nonostante gli attori recitino in polacco, niente riesce a turbare l'eccezionale potenza visiva di questa messa in scena magica, grottesca, irriverente, sbalorditiva, coi suoi 17 attori e i 26 cambi di scena.
Ambientato in un mondo senza dio, dopo la crocifissione e prima della risurrezione, il regista Janusz Wisnieswski racconta il mondo mitteleuropeo infestato dalla propria avidità e turpitudine, in una sorta di requiem dell'Europa del Ventesimo secolo dominato da un diavolo che appare sotto facce e aspetti via via diversi.
Racconta la graduale discesa di Faust, un bravissimo Marius Puchalski, che al primo apparire sulla scena appare enorme, obeso, con la faccia bianca da clown, pronto a vendersi l'anima pur di ottenere un po' di gioventù, di bellezza, di amore, negli artigli di Mefistole, serpeggiante, sibilante, davvero demoniaco. Intorno a loro una corte infinita di personaggi, in un delirio, una sarabanda fra luci, balli, musiche, lingue di fuoco.