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IL CASTELLO - Trittico
tipologia: Prosa
Fattore K
IL CASTELLO - Trittico
liberamente ispirato all’omonimo testo di Franz Kafka; scenografie Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti; disegno luci e direzione tecnica Massimo Troncanetti; progetto video e fonica Igor Renzetti; costumi Francesco Esposito; music
con Ivan Franek, Mary Di Tommaso, Julien Lambert, Fortunato Leccese, Fabrizio Lombardo, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo
adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti

Frieda
Il segreto di Amalia
Progetti di Olga

Il progetto Il Castello trae la propria ispirazione dall'omonimo romanzo di Franz Kafka, ed è un adattamento teatrale dell'opera curato e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, che avrà la forma di spettacolo itinerante.Le diverse tappe, o stazioni, raccontano le peripezie di K: l'arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.

Contemporaneamente al racconto della storia, si pensa di creare un micro-sistema di comunicazione interno basato sulla simulazione, sulla finzione, comunicante con la rete. Nel sito web (www.ilcastellodikafka.it) di volta in volta si crea una geografia immaginaria, un percorso, una specie di gioco dell'oca interattivo, con finestre che si aprono su diversi momenti dello spettacolo, adattati alla mappa del luogo. Chi entrerà nel sito potrà percorrerlo come K nel villaggio, mettendosi in gioco nella ricerca, nelle piccole vittorie e nelle disfatte. Il pubblico segue K, il suo arrivo nel villaggio, il primo incontro con gli abitanti nell'osteria. Qui si svolge la storia della nascita e fine dell'amore per Frieda, la scuola, qui il racconto di una delle donne che hanno avuto a che fare con il Castello, che fa intravedere alcune figure dei Signori, qui le interminabili attese di K all'albergo dei Signori, qui gli sprazzi di rivelazione sulla vera natura del Castello. Il romanzo è incompiuto, K dovrà restare per sempre in questo labirinto umano, complesso, inspiegabile e deludente come l'esistenza. Il cammino impossibile verso il Castello, il continuo spaesamento di K e la sua testarda decisione ad andare avanti comunque, così come noi facciamo ogni giorno, la sua posizione nel mondo continuamente cancellata, la percezione del potere imprendibile, labile, ma opprimente e sempre presente, così come ce lo figuriamo, appostato nelle zone oscure della nostra parte sconosciuta, le aspirazioni impossibili, l'ostilità la doppiezza, l'incredibile ingenuità degli abitanti del villaggio, il continuo paradosso, la paura e la risata... queste son le esperienze e le emozioni che si vorrebbero passare al pubblico attraverso la scrittura di Kafka, il lavoro degli attori, le immagini, le invenzioni e la potenza degli spazi.

Le scenografie sono fatte di elementi semplici, oggetti da arte povera, macchie di colore che sembrano parte dei luoghi, strutture in materiali di riciclo, e un set nascosto che produce con trucchi elettronici immagini in diretta per il pubblico presente e per la rete.

Per la natura dello spettacolo (per massimo 200 persone), dinamico e strutturato in più location, la produzione consiglia al pubblico di indossare indumenti e scarpe comode, visto il percorso da seguire. Il pubblico entrerà nel Castello dalla parte posteriore l'ingresso principale (fronte mare). Si andrà nella "cannoniera" dove ci si dividerà tra posti a sedere e in piedi. Poi ci si recherà nella corte (piazza d'armi), terzo movimento verso la sala rossa, in piedi, per poi andare nel fossato e assistere all'epilogo.

Questo spettacolo è prodotto in Puglia con il sostegno di PO FESR 2007/2013 - Asse IV - Produzione di nuovi spettacoli in "prima nazionale"-Teatro/Danza, progetto affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese