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IL VECCHIO E IL MARE
tipologia: Prosa
Associazione Tra il Dire e il Fare - Compagnia La Luna nel Letto / In coproduzione con il Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria e con la Compagnia La Luna nel Pozzo
IL VECCHIO E IL MARE
tratto da Il vecchio e il mare di E. Hemingway; drammaturgia di Katia Scarimbolo
con Bruno Soriato, Robert McNeer, Salvatore Marci
regia, scene e luci di Michelangelo Campanale

In una lettera del 7 febbraio del 1939  al  direttore letterario della sua casa editrice,  Hemingway  scriveva  di essere molto stimolato dalla storia di un vecchio pescatore dell'Havana  che, dopo una lotta terribile di tre giorni,  aveva catturato un pescespada enorme, gigante. Dirigendosi verso terra, però, i pescecani  avevano divorato a poco a poco tutto il pesce.  Era ritornato a terra soltanto con la testa e la lisca.

 Nasceva  così "Il vecchio e il mare", romanzo che nel 1954 ottenne il Premio Nobel per la letteratura, "epilogo a tutto quello che aveva imparato o aveva cercato di imparare mentre scriveva e cercava di vivere" (F. Pivano).

Scrivere e cercar di vivere, e attraverso una storia semplice mettere in luce le eterne questioni dell'uomo. La vita scrive le storie e l'arte ci regala la possibilità di fare esperienze che nella vita  normalmente non faremmo.  Abitare questa possibilità è il legame/confine tra l'arte e la vita.

Passaggi.   

E allora, sulla  scena tre personaggi, tre vissuti, tre età:  Hemingway  lo "scrittore avventuriero"  e "le sue creature", Santiago il vecchio pescatore e Manolin il ragazzo.

Hemingway è  l'adulto nel pieno del suo vigore, stimolato e messo in crisi da una storia semplice ed  emblematica allo stesso tempo,  con i  suoi protagonisti  guardati con rispetto, amore e pietà   perché compagni e testimoni in  un rito di passaggio. Santiago  lotta nel mare, tra le corde, il sudore, la fatica,  il dolore delle mani e della sconfitta e fa un salto spirituale  nell'ultimo passaggio della sua esistenza; Manolin   nell'attesa si scopre importante per il vecchio e grazie  all'esperienza del suo maestro si prepara a diventare uomo.

Chi porta chi? Sono io che porto te o sei tu che porti me?

Come in una importante partita di baseball, Hemingway fa  rimbalzare la palla  tra sé e i suoi personaggi, tra il vecchio e il ragazzo,  tra il vecchio e il pesce, tra il mondo umano e la natura, che è sempre lì, a ricordarci che facciamo  parte di un unico grande gioco, un unico grande rito, nel quale l'uomo non trionfa mai del tutto,  ma che ci porta sempre ... oltre.

La scenografia e le luci  si fanno elemento drammaturgico, creando uno spazio attraversato da linee, da corde tese, che evocano la tensione costante del testo,  e che regalano allo spettacolo un taglio cinematografico.

... ai nostri vecchi e ai nostri mari