Bam Teatro / I Virtuosi Di San Martino
LA REPUBBLICA DI SALOTTO
testi di Roberto del Gaudio, musiche di Federico Odling
con Roberto Del Gaudio – voce, Federico Odling - orchestrazione e violoncello, Vittorio Ricciardi – flauto, Antonio Gambardella – violino, Dario Vannini –chitarra.
Più che l'ennesima celebrazione dei fasti della nostra Repubblica, una ricognizione comica, ironica, sprezzante, "politically incorrect" dell'Italia di oggi, divisa tra nuovi autoritarismi ed esaltazione ottimistica di modelli televisivi, mediatici, fondati sul consumo e sull'arricchimento facile. Con, di pari passo, il declino della cultura di opposizione, incapace di produrre modelli di riferimento realmente alternativi, e che finisce con l'allinearsi alle proposizioni del potere, relegandosi in salotti dalle frequentazioni sempre più trasversali, all'interno dei quali si perpetuano e si consolidano le forme sociali dominanti. Tutti in un salotto "buono" a fare e a disfare, a dire e a contraddire, a organizzare piccole lobbies e futuro culturale del paese. Con la solita comicità cattiva, i Virtuosi compiono un viaggio teatrale e musicale in questa nuova Italia, ispirandosi a Berhnard, a Petrolini, a Brecht, ed orchestrando questo percorso secondo le modalità care soprattutto a Kurt Weill, attingendo però dalle forme musicali più eterogenee. Il tentativo è quello di istillare nei linguaggi correnti, nei luoghi comuni e nelle nuove acquisizioni culturali, il segno della crisi, il germe della risata liberatoria, convinti che sarà una risata a seppellire la piattezza dei nostri tempi. Dunque un teatro musicale comico, irriverente, che non conosce e non vuol conoscere padroni, che non intende essere "di genere", ma che -al contrario- si prefigge di usare i cosiddetti "generi" per rivelarne l'inadeguatezza critica. In questa Repubblica di Salotto, i Virtuosi scovano nuovi personaggi, nuovi mostri: dal cantautore morto alla giornalista televisiva, dal leccapiedi ossequioso al camorrista disoccupato, dal "moderato" al regista di teatro off. Tutti accomunati da un linguaggio ormai consunto, che, predisposto dai Virtuosi in una ormai collaudata veste teatrale, rivela comicamente il proprio tramonto.