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tipologia: Prosa
Intergea Moving Image
LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE
testi e musiche di Giorgio Gaber e Sandro Luporini
con Gianni D’Addario e Domenico Laddaga
adattamento e regia di Domenico Laddaga

Che cambiamento, eh? Io mi ricordo che qualche tempo fa si parlava, si parlava, si parlava con i comp...con gli amici, si parlava nelle case, ma anche fuori, nelle piazze, si discuteva, si discuteva di tutto, il mondo, la politica, la vita, i fatti personali, insomma si parlava...anche troppo!

Poi di colpo, niente! No, voglio dire, altre cose: il tennis, i vini del Reno, com'è la neve a Cortina...per carità io non c'ho niente contro la montagna e neanche contro il tennis o il cricket o lo squash.

Ci dev'essere uno strano godimento a sentirsi inutili, perché sono tutti più allegri, più ottimisti...(Giorgio Gaber)

 

Dei Signor G conosciamo la forza e anche quel senso di sconfitta che oggi appartiene a molti di noi. Quella sconfitta che ci fa sentire appunto inutili, quella sconfitta che ci fa pensare "un tempo si parlava", quella sconfitta che ci costringe ad "attraversare ossequiosamente lo squallore della nostra sopravvivenza quotidiana".

Noi, allora, saliamo sul palco, perché è quello che sappiamo fare, e insieme portiamo il Signor G che a quanto pare non smetterà mai di insegnarci che "libertà non è star sopra un albero" ma libertà è incontrare il nostro prossimo, condividere le nostre paure, le nostre debolezze, "partecipare" alla vita sociale e culturale del paese.

Un paese il nostro che troppo spesso ci ha fatto vergognare di essere uomini liberi, che ci ha insegnato ad avere paura della nostra libertà, che ci ha "gentilmente" invitato a chiuderci in casa, a passare intere giornate davanti ad una "scatola magica", dicendoci: ecco, con questa scatola e grazie a questa scatola potrete gioire, potrete commuovervi, potrete sorridere, potrete innamorarvi, potrete spiare la quotidianità di uno sconosciuto, potrete "osservare" un simulacro della vita come se fosse realmente la vita. Solo una cosa ha dimenticato di dirci il nostro "libero" e democratico paese, o forse ce l'ha detto sottovoce in modo che non ce ne accorgessimo: smettete di essere vivi, smettete di partecipare alla vita, smettete di essere liberi.

A noi semplicemente il compito di trovare un filo conduttore che guidi lo spettatore in un viaggio attraverso un insieme di musica e tante parole, per riscoprire i messaggi, i tanti moniti, e le tante sconfitte che Gaber, vivendo le tappe più buie e strane della storia (dalla sconfitta dell'ideale politico alla rivoluzione sessuale, dalla corruzione delle istituzioni alla riconcettualizzazione della famiglia), ci ha lasciato in eredità. Un viaggio all'interno di un animo che non ha più avuto la forza di volare "perché il sogno si è rattrappito".

A noi il compito di riscattare questa sconfitta e forse, chissà, di tornare a perdere.       

"Ma la luna continua a essere immobile e bianca, come ai tempi in cui c'era ancora l'uomo."