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L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
tipologia: Prosa
Compagnia La Busacca
L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
con Gustavo D’Aversa, Marco Romano
regia di Francesco Piccolo

"L'importanza di chiamarsi Ernesto" è una commedia deliziosa, ambientata
alla fi ne del1800, in cui Oscar Wilde prende in giro la "seriosità" del periodo tardo
vittoriano e quel mondo dell'aristocrazia e dell'alta borghesia londinese che egli
stesso frequentava ed amava. Di fronte ad un mondo in cui la menzogna è la
regola, di fronte alla crudeltà presentata come buonismo, di fronte alla discriminazione
travestita da solidarietà si possono fare scelte diverse. Una è quella di
prendere in giro questo mondo, giocare con quella stessa menzogna e irridere
il vuoto pneumatico da cui ci si sente circondati. Wilde, con questa deliziosa
commedia, fa giustappunto questa scelta.
Tradotta in Italia con una certa difformità da editore ad editore per cercare
di riportare il gioco di parole che in Wilde associa il nome Ernest all'aggettivo
earnest (sincero, onesto), l'opera si basa sul canovaccio della classica commedia
degli equivoci, sopra alla quale però Wilde impianta il suo stile sagace ed
irruento. Non solo i tempi comici sono perfetti, di una precisione che qualunque
commediografo potrebbe invidiare, ma tutta la trama si colora di un signifi cato
particolare quando la stora d'amore, di facciata, lascia il posto alla puntuale e
pungente critica alla vacuità della società nobiliare e alto-borghese, all'arrivismo
e alla falsità con cui gli strati più alti della società di fi ne ‘800 guardavano il mondo
e attraverso cui fondavano le loro relazioni interpersonali.
Protagonisti della storia sono Algernon Moncrieff e Ernest Worthing, due
amici di vecchia data che, entrambi, vivono una "vita segreta"...
La messa in scena della Busacca è effi cace ed ironica al punto giusto, una
delle rappresentazioni particolarmente riuscite del lungo repertorio della Compagnia
salentina.