Il Luogo: la commedia si svolge interamente in un luogo chiuso, dalle pareti macchiate di sangue: il retro di una macelleria di un villaggio palestinese dei territori Ovest.
Il tempo: tutto si svolge nell'arco di una sola nottata, all'inizio della prima Intifada, quando Israele aveva ancora il controllo dei territori e cercava di fermare l'Intifada anche sparando sulla folla dei dimostranti palestinesi.
I personaggi: tre fratelli che hanno scelto strade diverse: il più grande, Da'ud, fa il lavapiatti a Tel Aviv; Na'im, il secondo, ha scelto la strada del terrorismo ed è scappato sulle montagne per unirsi ad un gruppo chiamato "le Tigri della Rivoluzione"; Halled, il più giovane, è incerto ed emotivamente lacerato dall'affetto per entrambi i fratelli.
L'azione: il giovane Halled attira con una scusa il fratello Da'ud nella macelleria dove lavora, in un villaggio del lato Ovest dei territori. Da'ud è sospettato di essere una spia al servizio degli israeliani, e Na'im ha deciso di interrogarlo, con l'aiuto di Halled, per scoprire la verità. Ha solo un'ora di tempo per farlo prima che arrivino i suoi compagni.
Unità di tempo e luogo, come nella tragedia greca; e come in una tragedia Masked parla del conflitto politico che si trasforma (o viceversa?) in un conflitto di affetti e sentimenti, travolgendo le persone.
Tre fratelli che hanno scelto strade molto diverse. Ma non è solo la situazione politica a catturare il pubblico, quanto piuttosto il conflitto tra le persone e le relazioni umane, che emergono da questo conflitto nella loro nudità, forza e violenza. Quale strada può essere percorribile per sopravvivere in una situazione "estrema"? La forza del testo sta nel fatto che, malgrado sia ambientato in un tempo e in un luogo così definiti, lo stesso tipo di conflitto e dilemma potrebbe tranquillamente essere trasportato in altri tempi e in altri luoghi: la Bagdad di oggi, la Iugoslavia, l'Irlanda o i campi di sterminio di ieri; ovunque può riaprirsi l'antica ferita del "fratello contro il fratello". Fino a che punto può spingersi un individuo per proteggere la propria vita e la propria famiglia? E come si convive con questa lacerazione?
Ilan Hatsor, l'autore, non esprime nessun giudizio morale, ma si confronta empaticamente con tutti e tre i personaggi.
Alla domanda se non si fosse sentito a disagio nello scrivere, lui, un Israeliano, di tre fratelli palestinesi, ha risposto:
"ho pensato a loro semplicemente come a tre fratelli".
La commedia è stata rappresentata a Tel Aviv, dal teatro Arabo-Israeliano di Jaffa, e più recentemente a New York, sempre con un grandissimo successo di pubblico e di critica.
Ilan Hatsor attualmente insegna all'Università di Tel Aviv.