Il Mare è differenza, la Terra è variazione. Il Mare non ha confini. La Terra è sempre solcata dai confini tracciati dall'uomo, oltre a quelli che essa stessa dona come barriere naturali. Il Mare è mobilità, flusso inarrestabile, "progresso", viaggio. La Terra è costanza, stabilità, gravità.
Il nostro viaggio musicale e narrativo si propone di riportare alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare che da essi deriva.
Racconti e canti d'acqua, di stagioni che si alternano in un'incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono sui bordi, sui confini.
L'ascolto della musica e delle voci è ascolto interiore, ascolto dell'altro: luogo del dialogo e del confronto interculturale, sotto il segno della antica dottrina dell'ethos che nella Magna Grecia ha il suo naturale luogo di risonanza.
La nostra ricerca del patrimonio delle culture del Mediterraneo propone un ponte verso la valorizzazione delle pratiche e dei saperi identitari; di tutto ciò che, connesso ai fenomeni musicali, rappresenta la tradizione vera e profonda del Mediterraneo, una tradizione caratterizzata da aspetti comuni, ma anche da notevoli differenze.