Arguto e autoironico, "Paracasoscia" è la splendida rivisitazione del patrimonio lirico, verdiano e rossiniano, fatto di un linguaggio energico e vigoroso, quanto sottile e delicato, come le voci liriche rispettivamente maschili o femminili sanno essere. "Paracasoscia" (tradotto dal dialetto ‘Sembra che soffi') è un carosello delle arie celebri, appunto, che dal mondo della lirica 'soffiano' verso il pubblico travolgendolo con un linguaggio contaminato tra danza, break dance, acrobatica e arti circensi, fuse tra loro in un gioco semi serio.