Perché quando un bambino veste i panni o il costume di un personaggio gioca ed un attore, nel far la stessa cosa, recita? Se questa domanda fosse stata formulata in inglese o in francese sarebbe assurda, dato che in queste lingue si usa lo stesso verbo, per entrambe le azioni. Ed entrambi sono giochi.
Ma allora quale gioco migliore di Shakespeare?
E quale modo migliore per avvicinare il giovane pubblico al teatro che giocando con Shakespeare e con i suoi infiniti travestimenti, i suoi personaggi e i suoi sorprendenti destini?
Quasi si trattasse di un unico, grande racconto dal quale attingere un universo di storie e di ruoli, di parti e di costumi, il mondo magico di William Shakespeare diventa una giostra/caleidoscopio, senza fine e senza inizio, il miglior modo per innamorarsi - una volta per sempre - di quel gioco meraviglioso che è il teatro.
Per alimentare questa giostra di costumi, effetti e travestimenti ci guidano tre attori nella tempesta. Il resto è già stato scritto, per nostra fortuna: Romeo, Giulietta, Bottom, Puck, Oberon, Falstaff, Enrico V, Riccardo III, Macbeth, Otello, Iago, Amleto, Polonio, Ofelia, Antonio, Cleopatra, Giulio Cesare, Bruto, Prospero... un esercito di volti, costumi, sorprese e fantasmi che da cinque secoli continuano a riempire di risate, lacrime ed emozioni il teatro di tutto il mondo. E che meglio di chiunque altro possono accompagnar per mano qualunque spettatore, anche il più piccolo, dentro questa strana e divertente magia.
Francesco Niccolini
| il 27/02/2012 |
Teatro Comunale
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