QUASI SORDO...MI PIACCIONO I MAIALI
di e con Vito Alfarano
Per un sordo il silenzio è la condizione normale. Per un udente il silenzio si definisce in rapporto a dei suoni. Lo spettacolo mira diminuire i pregiudizi sui sordi, avvincendo lo spettatore udente alla diversità e mettendolo nella condizione di vedere voci e ascoltare la musica anche attraverso le vibrazioni percepite nel proprio corpo. Il linguaggio dei segni italiano, il LIS, da origine allo sviluppo coreografico. Come risultato augurabile, il mondo dei sordi e quello degli udenti, tradizionalmente separati, possono trovare, attraverso lo spettacolo, qualche nuova occasione per mettersi in comunicazione.
SETE
di Vito Leone Cassano, con Vito Cassano e Caludia Cavalli
Un sottosuolo, buio, che non sa di superficie, ma è giù, è sotto, sostiene tutto ciò che di sopra respira grazie alla sua apnea. Un sogno, l'abisso come un vaso di Pandora, la dimora dell'oblio. I momenti di buio, quelli di luce, ogni momento, la vita protagonista o antagonista, protagonista e antagonista, ma comunque serva di scena. Si asciuga tutto, ogni balocco, ogni ricordo, cosa rimane? Il risveglio, rimane un altro giorno vivo di ora, ancora impastato del sonno a stiracchiare le immagini di dentro che ancor per poco cullano l'Io tra me e te, tra me e me, tra me e Dio. Questa tensione, tra terra e aria ci apre al senso: la sospensione dei tessuti, i corpi appesi, i quadri e le figure, tutto teso alla sperimentazione costante e contemporanea della realtà.
DEAR DAD
di e con Giulio De Leo
DEAR DAD è la pratica scenica di un padre e un figlio. Una relazione che nella dimensione creativa trova uno spazio e un tempo fuori dall'ordinario. Nell'assoluta sottrazione di segni coreografici è la dimensione vibrazionale dell'incontro ad essere privilegiata. Il figlio offre fragilità e desiderio. Il padre offre ascolto e silenzio. La scrittura scenica non si dipana su una struttura rigida, ma come un puzzle fatto di piccoli nuclei prestabiliti. Saltare, battere i piedi, dondolare, camminare, fluttuare. Le tessere del puzzle vengono estratte in ordine casuale e il gioco lascia così solo intuire il quadro, senza tentare di comporlo.
OUT OF THE BLUE
di e con Francesca Giglio
Out of the blue è uno sguardo sul mondo in assenza di ironia. Un inganno. Un piccolo universo pervaso da un'atmosfera sospesa e surreale: uno di quei ninnoli da credenza con la neve dentro che improvvisamente qualcuno farà cadere rovinosamente al pavimento. Un' occasione per iniziare ad indagare una qualità di fisica ed un nuovo modo di entrare in relazione sulla scena.
PROGETTO FALLIMENTARE N. 3
di e con Mariastella Tanzi e Carlo Quartararo
| il 01/10/2011 |
Teatro Koreja
LECCE (LE) | OPEN DANCE |
Teatro Koreja - LECCE (LE)
ORARIO PREZZO BOTTEGHINO |