un concerto-recital dedicato al Salento e ai suoi poeti
Viviamo in un incantesimo, / tra palazzi di tufo, / in una grande pianura.
Vittorio Bodini
La poesia odora / è poesia da tutte le parti
ed io mi fingo lo specchio in cui trafugo / quei sogni accorti che ti racconto
Antonio L. Verri
Si può viaggiare attraversando l'immateriale? Incrociare la traiettoria di una voce, di un sussurro? Camminare in punta di piedi su tracce d'inchiostro, osservare non visti il divenire di un rigo tinto di penna?
Si può? Sì, si può!
La scrittura è "cattura del soffio", matrice che dà corpo e sostanza all'immaterialità. C'è un pensiero, un'idea e poi un movimento di mani, di corpo, di anima, di voce che mette le cose in vita.
C'è una geografia ideale della Terra d'Otranto che i poeti hanno tracciato con i loro versi.
Il territorio, la sua natura. I soffi del vento, il cicaleccio dell'arsura estiva, le solitudini, i clamori della festa, le paure, le lontananze, i rifugi domestici... materia di una lingua che nel Novecento s'è fortificata d'esperienze che hanno valicato il soffoco della provincia e aperto orizzonti inimmaginabili a Lecce e al Salento oggi, inscindibile dal suo portato culturale.
Così appare agli occhi del viaggiatore: una terra fortemente poetica. Ognuno prova stupore se volge lo sguardo. Sente voci. Le molte voci che la poesia accoglie.
E allora, perché non accompagnare la visita in Salento con le parole dei poeti?