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RITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE
tipologia: Prosa
Lab121
RITRATTO DI DONNA ARABA CHE GUARDA IL MARE
di Davide Carnevali; scene e costumi Maria Paola Di Francesco; suono Gianluca Agostini; luci Marco D’Andrea
con Alice Conti, Michele Di Giacomo, Giacomo Ferraù e Giulia Viana
regia CLAUDIO AUTELLI

in coproduzione con Riccione Teatro e Teatro San Teodoro Cantù

Vincitore del 52° Premio Riccione per il Teatro

Un testo sulla condizione della donna e sul potere dell’uomo, una lotta verbale che genera distanza e alimenta incomprensioni. Una riflessione non scontata su migrazione e scontri tra culture, e allo stesso tempo un’esplorazione della possibilità del tragico nella contemporaneità. Un uomo europeo, solo in una città senza nome del Nord Africa, incontra una giovane donna: i personaggi parlano lingue diverse, ma per lo spettatore “sono la stessa lingua”. La comunicazione appare dunque costantemente precaria: ed è proprio attraverso l’utilizzo di un linguaggio sfuggente e scivoloso che lo scontro-incontro tra culture rivela tutta la sua ambiguità.
L’autore si serve di una visionarietà vivida e capace di dare consistenza teatrale alla narrazione, per poi raggelarsi in un finale dalla quiete apparente, insieme funerea e rassicurante. Il tempo di un’illusione. Lo spazio è la tabula rasa che possa accogliere questa illusione. Sono frammenti, istanti tesi, interrogazioni dell’anima. Si procede per associazioni, contrasti e come un puzzle, pezzo dopo pezzo si intravede un disegno finale.

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