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RUMORS
tipologia: Prosa
Cherestanì Produzioni / Hurlyburly s.r.l.
Zuzzurro&Gaspare
RUMORS
di Neil Simon
con Andrea Brambilla, Nino Formicola, Eleonora d’Urso, Marco Zanutto
regia di Massimo Chiesa

L'azione si svolge a pochi chilometri da New York, nel 1988. All'apertura del sipario ci apparirà un soggiorno di una casa molto lussuosa dove il colore dominante sarà il bianco, pochi saranno gli elementi colorati. Una scala porta al piano superiore dove sono le camere da letto, sulla destra una vetrata che da sull'esterno (da dove si vedrà l'arrivo degli ospiti) e la porta d'ingresso, sul fondo la porta della cucina e a sinistra una porta che immette al bagno degli ospiti.Gli uomini saranno vestiti rigorosamente in smoking e le donne con abiti da sera estivi (se oggi devo pensare a dei colori direi: uno rosso, uno blu cobalto, uno fucsia e uno verde smeraldo).Sono più o meno le nove di una sera d'estate e quindi potremmo goderci il cambio di luce dal tramonto alla sera. Recitare una commedia farsesca è sempre molto difficile per gli interpreti perché basta veramente poco per scivolare e quindi sbagliare.In questo senso Andrea Brambilla, Nino Formicola e Eleonora d'Urso sono abbastanza allenati in quanto negli ultimi tre anni hanno già interpretato due farse: "Ciò che vide il maggiordomo" di Joe Orton e "Sarto per signora" di Georges Feydeau.Ma a onor del vero questo Rumors ha una difficoltà in più, è una commedia truccata da farsa o forse viceversa. Bisognerà, quindi, cambiare registro spesso durante il corso dello spettacolo.I personaggi di Rumors sono personaggi da commedia che, però, devono affrontare avvenimenti e accadimenti da farsa. Questa sarà la vera difficoltà alla quale andranno in contro gli attori. A confermare questa tesi, quando nel 1989 Rumors andò in scena per la prima volta in Italia con la regia di Gianfranco De Bosio, Anna Bandettini terminava la sua recensione su La Repubblica in questo modo: "non si capisce perché gli attori si sforzino con tanta energia a sottrarre ogni verosimiglianza psicologica dai loro ruoli."Ed è proprio quello che si cerca di evitare. I personaggi saranno quanto più "veri", con le loro vite, con i loro problemi e con i loro sentimenti e che si trovino catapultati in una situazione quasi irreale dalla quale non riescono più ad uscirne. La cosa fondamentale è che gli attori e di conseguenza i personaggi credano sino in fondo a tutto ciò che accade intorno a loro di modo che anche il pubblico non abbia mai la sensazione di stare a vedere una storia non credibile.