Questo spettacolo è formato da quattro atti unici, "L'orso", "Tragico controvoglia", "Il tabacco fa male" e "La domanda di matrimonio" che lo stesso Cechov definì "scherzi". Per la verità "Il tabacco fa male" non fa parte degli "scherzi" in quanto definito scena-monologo, e forse era tra i quattro quello a cui l'autore teneva di più. La musica percorre e attraversa. Ne "L'orso" è un po' la voce del marito defunto della Popova, in "Tragico controvoglia" il regista ha cercato di costruire una vera e propria partitura per pianoforte e il fiume di parole di Tolkacov, ne "Il tabacco fa male" la musica viene usata solo per creare un'atmosfera, entra nel momento in cui "finalmente" Njuchin crolla e davanti ai suoi spettatori confessa la sua grande infelicità di vivere, e poi ne "La domanda di matrimonio" sottolinea i tanti svenimenti inventati da Cechov. Massimo Chiesa ha cercato di usare le grandi doti comiche e drammatiche di Andrea Brambilla, Nino Formicola e Eleonora D'Urso e metterle tutte a servizio di Cechov.