Nel sogno, il bosco è un luogo di trasformazione. Chi vi entra ne esce cambiato.
Nel "sogno" di Shakespeare troviamo una bella metafora per i cambiamenti che affrontano i ragazzi nell'adolescenza. Il bosco onirico è incantato: invita al lasciarsi andare, all'arrampicarsi, al nascondersi, all'innamorarsi. Ma fa anche paura: è abitato da esseri inquietanti, ombrosi, e ci si perde facilmente.
Nel "Sogno di una notte di mezz'estate", troviamo una storia esemplare dell'innamoramento nel bosco. E' una grande emozione, l'amore, che però ne porta con sé altre: travolgenti, paurose. Il sogno può diventare incubo.
Pensiamo che queste emozioni forti, l'amore e la sua ombra, siano argomenti importanti per gli adolescenti. E troviamo nel clown un forte canale per comunicarle.
I clown sono la chiave del nostro spettacolo. Il clown, come l'adolescente, vive la sua vita senza filtri, ogni emozione, per quanto fuggevole, è vissuta in pieno.
L'amore, per loro, è un fulmine, una tempesta che stravolge, e Shakespeare esamina quest'amore con una precisione clinica. Spesso non è ricambiato, naturalmente: quello dei giovani nel bosco diventa una specie di "toccata e fuga" notturna. Anche qui vediamo il ragazzo, che cresce attraverso costanti cambiamenti, prendendo e abbandonando atteggiamenti ed alleanze con una velocità che gli adulti trovano spesso vorticosa.
Ma quella nel bosco è pur sempre una commedia, e lo sguardo divertito delle fate ci aiuta a vedere il tutto per quello che è: una bella follia, mentre i clown, con le loro confusioni, ci ricordano che può essere più utile un buon cuore, che non una buona testa.
Raccontano quattro clown, con il loro modo buffo e tenero, con l'immagine, con la musica (di composizione originale), con le arti marziali e le danze goffe, creando uno spettacolo allo stesso tempo forte e delicato, seriamente ironico.
Con la poesia ed i ritmi comici di Shakespeare offriamo ai ragazzi uno spettacolo attraverso il quale possono vedere se stessi, i tumulti dell'amore, le gioie e le paure dell'adolescenza, dove possono essere amati per quello che sono, senza diventare né Barbie né Superman.
Dove possono provare il grande paradosso del cuore umano.