Cosa c'è di più comico di due comici che presumono e si struggono nel pensiero di non esserlo più?
Una coppia d'attori Ray e Charlie, sono disperati perché non sono più in grado di far ridere. Il loro pubblico diminuisce di sera in sera e non sanno spiegarsi il perché. Si scoraggiano. Se la prendono con tutti, prima col cinema poi con la televisione poi con i telefilm. Con gli attori imbranati e con la critica ma anche con le poltrone del teatro che forse, pensano, sono scomode, poi con quelli che dicono che al teatro ci andranno e poi puntualmente non ci vanno mai. I due proprio non si accorgono che nel loro essere infelici diventano sempre più comici, e si avvicinano sempre di più all'essenza della comicità: la loro infelicità universale, il loro disadattamento senza tempo.