scene Ruggiero Valentini
luci Antonio Lepore
Scritto nel 2002 il romanzo di Pincio affronta uno spaccato degli anni novanta attraverso un originalissimo punto di vista: la narrazione della vita di Boda, realmente esistito come "amico immaginario" di Kurt Cobain e di cui vi è traccia nelle biografie e nei diari di Cobain stesso. Nel romanzo Pincio crea una sovrapposizione tra Boda e Kurt e riesce ad indagare alcuni punti fondamentali di una generazione, di cui il musicista è icona e simbolo, con particolare attenzione al disagio e all'alienazione dell'età giovanile. Punto focale il rapporto fra Boda e il "sistema", laddove per sistema si intende l'uso dell'eroina. Far ruotare molta della nostra riflessione intorno allo sguardo sul disagio di una generazione, trasformandolo in un'analisi cinica, con personaggi iperrealistici o surreali ci sembra il modo di riportare ad un pubblico una visione degli anni novanta che ha molti punti in comune con la contemporaneità, cifra stilistica fondamentale di tutti i nostri lavori.