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Il teatro dentro

BARI - “Siamo dei portatori d’acqua, di una potenza superiore, che è la potenza di una rappresentazione,che cambia i detenuti, gli agenti, il mondo”. Così oggi Fabio Cavalli, regista di teatro e cinema, a Bari all'incontro di presentazione alle compagnie teatrali, stampa e pubblico, del protocollo di intesa tra Teatro Pubblico Pugliese e Amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata firmato il 14 gennaio scorso a Bari tra il Provveditore dell'Amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata, Carmelo Cantone e il Presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Giuseppe D'Urso. Il protocollo, primo nel suo genere in Italia, prevede un accordo strategico su future azioni congiunte in tema di arti, cultura e spettacolo dal vivo nelle carceri pugliesi e lucane e la realizzazione di obiettivi comuni nel settore. L'incontro s'è tenuto stamani al Teatro Abeliano di Bari, salutato dal vicepresidente del Teatro Pubblico Pugliese, Marco Giannotta e  lo stesso Provveditore dell'Amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata Carmelo Cantone. Per Marco Giannotta “si tratta di un ottimo passo di perfezionamento delle pratiche già esistenti in materia, portate avanti da virtuose compagnie teatrali, attori e registi. Il Tpp vorrà solo mettere a sistema tutte le proposte che potranno presentarsi e accedere a questo nuovo corso”. Carmelo Cantore ha voluto sottolineare come "ci sono già molti laboratori teatrali di amici che hanno aderito al coordinamento teatro in carcere, ma questo accordo con il Teatro Pubblico Pugliese ci permette di fare uno scatto in avanti in termini di qualità, coordinamento e di collezione di attività da parte di soggetti che magari non si sono ancora avvicinati. Ci sono più di 190 penitenziari in tutta Italia ed esistono circa 100 laboratori teatrali in carcere. Questo da’ la misura di quanto il teatro sia terapeutico e usato in questo senso come buona pratica per la riabilitazione del detenuto".

Fabio Cavalli è il referente artistico del progetto del teatro nel carcere di Rebibbia, a Roma, sezione Alta Sicurezza.  “Attraverso la parola alta , il brodo confuso della parola della strada può produrre buoni crisalidi per future farfalle” , ha continuato Cavalli nel dare voce al workshop rivolto ai teatranti".  “Mi sono salvato con le armi della cultura e sono tornato nei vicoli di Napoli con i libri in mano anziché una pistola, così ho cominciato la mia missione, sono 13 anni che porto avanti questo, ho scritto libri e ho partecipato a 15 film, ho vinto premi. Le carceri per come strutturate ci puoi entrare con libri, pennarelli, tempere, non certo trattori. Tutti i detenuti che fanno teatro in carcere escono con la voglia di continuare, il teatro e l'arte in carcere ti fanno guardare dentro”, la bellissima testimonianza di Salvatore Striano, attore salvato grazie al teatro in carcere. L'incontro è poi proseguito con gli interventi di registi e attori presenti in platea, che hanno voluto raccontare la propria esperienza di operatori culturali in carcere. Nel dibattito molte risposte, suggerimenti e riflessioni sono state presentate da Marco Giannotta, il quale ha voluto ricordare quanto questa buona pratica sia sviluppata nel Salento: “con il Provveditore dobbiamo cominciare a ragionare su cosa deve venire fuori. Gli attori detenuti mi chiedono di recitare al Teatro Apollo di Lecce; rispondo loro che non posso portarli a teatro, ma posso pensare a come programmare nuove misure che ci aiutino a pensare in quella direzione. Da persona delle istituzioni mi chiedo: il pubblico come accoglierebbe questa ipotesi? Si abbandonerebbe alla bella logica della inclusione attraverso il teatro in uno spazio teatro?”. Per Carmelo Cantone"il mondo del teatro crea senza dubbio un interesse pazzesco e spinge le persone a guardare e ad aprire una quarta parete dentro il mondo penitenziario, una dimensione che ci fa vivere e ci da' la possibilità di riflettere sul proprio e altrui mondo, sui vari vissuti, sulle persone che esprimono una ricchezza particolare e che riescono a trasmettere questa magia ad un pubblico". 

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