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JEUNE HOMME É LA VIE & LA7^
tipologia: Danza
AltraDanza
coreografia e regia di DOMENICO IANNONE
JEUNE HOMME É LA VIE & LA7^
drammaturgia Ermanno Romanelli / lighting designer Roberto De Bellis / costumista Claudia Emilio / consulenza musicale Nicola Scardicchio
con Cosimo Viesti e Domenico Linsalata e Antonella Albano, ospite prima ballerina Teatro alla Scala
coreografia e regia di DOMENICO IANNONE

"La Settima" di Ludwig van Beethoven della Compagnia AltraDanza diretta dal m° Domenico Iannone, è una delle opere musicali più vigorose tra le sinfonie del celebre compositore. Il lavoro coreografico sarà preceduto da "Le Jeune Homme et la Vie vie" musica di Johann Sebastian Bach (Passacaglia e Fuga in Do min. BWV 582, orchestrata da Ottorino Respighi).

Le Jeune Homme et la Vie nasce come riflesso specchiato e contrapposto di un capolavoro: “Le Jeune Homme et la Mort”, creato da Roland Petit e Jean Cocteau nel 1946. Rispetto al disagio di vivere e al vuoto di affetti e ideologie avvertiti in quegli anni, espressi superbamente in un dramma danzato di amore e morte, questa creazione afferma una risposta in positivo alle mille guerre e al funebre “cupio dissolvi” che governano il nostro tempo. Qui, al contrario, in cesura e continuità, l’amore è spiraglio di luce e speranza, è simbolo struggente di un ricordo che ancora pulsa, è memoria viva che si fa materia e simbolo di rinascita.

LA7^
lighting designer Roberto De Bellis / costumista Claudia Emilio / consulenza musicale Nicola Scardicchio
con Fabrizio Delle Grazie, Silvia Di Pierro, Cosimo Viesti, Serena Pantaleo, Miriana Santamaria, Domenico Linsalata, Giada Ferrulli, Sara Buccarella, Simona Cutrignelli, Sara Mitola, Marika Mascoli
coreografia e regia di DOMENICO IANNONE
 
La Settima Sinfonia di L. V. Beethoven è una partitura tra le più “danzanti” nel grande repertorio della musica di ogni tempo, di Beethoven in particolare, come suggerisce Marino Mora: “Che la danza ed il ritmo penetrino in ogni settore della composizione è del tutto vero; il ritmo ne diviene categoria generatrice: dà forma ad incisi ed idee, innerva e vivifica la melodia, trasforma plasticamente i temi. Ma anche accelera i cambi armonici, concentra o disperde i motivi tra le varie fasce timbriche, sostiene e sospinge vigorosamente le dinamiche in espansione”.A distanza di oltre due secoli dalla sua creazione, la grandezza di questa partitura è un lascito che ancora ci parla e ci guida: è la “forcella di un rabdomante” che, pur gravemente mutilato dalla sordità, ha trasformato queste pagine in una materia febbricitante di vita, propulsiva per l’animo.Il nostro bisogno, la nostra poetica, nasce dal senso di smarrimento che respiriamo collettivamente nei nostri giorni: triste refrain e forca caudina, pienamente avvertiti, devitalizzano il tempo che stiamo vivendo. A tutto ciò vogliamo “opporre resistenza” con la danza che sappiamo fare, per intraprendere, all’opposto, un percorso verso la gioia, una “zona” ormai abbandonata dal comune sguardo sul mondo.
il 22/10/2020 Teatro Kismet OperA
Prima assoluta
BARI (BA)
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